Matelda e l'età dell'oro
vv. 139-144Quelli ch'anticamente poetarol'età de l'oro e suo stato felice,forse in Parnaso esto loco sognaro.Qui fu innocente l'umana radice;qui primavera sempre e ogne frutto;nettare è questo di che ciascun dice».Leggi nel canto
Entrato nel Paradiso terrestre, Dante cammina in una foresta fresca e profumata e vede, al di là di un ruscello, una giovane donna che canta e raccoglie fiori. È Matelda, il cui nome sarà rivelato solo più avanti. Spiega a Dante la natura del luogo: qui vissero Adamo ed Eva prima del peccato.
Alla fine del canto Matelda aggiunge una riflessione rivolta ai poeti antichi: quelli che cantarono l'età dell'oro e lo stato felice degli uomini forse sognavano proprio questo luogo sul Parnaso. Le storie di primavera eterna e di frutti spontanei erano un ricordo confuso del vero Eden.
Virgilio e Stazio sorridono: entrambi avevano descritto l'età dell'oro nelle loro opere. È un'idea cara a Dante: i poeti pagani hanno intuito, senza saperlo, verità che il cristianesimo avrebbe rivelato. L'identità di Matelda resta discussa: forse una donna reale, forse una figura simbolica della felicità naturale.