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Guida · Paradiso terrestre

Matelda

Figura luminosa che accoglie Dante nell'Eden e lo immerge nel Letè e nell'Eunoè.

Detto anche: Matilda, la bella donna

È la donna che Dante vede oltre il ruscello appena entrato nella foresta dell'Eden: sola, canta e sceglie fiori (XXVIII, vv. 40-42), e gli ricorda Proserpina (vv. 49-51). Il nome viene detto una volta sola, da Beatrice, quasi alla fine (XXXIII, v. 119). Spiega a Dante la natura del Paradiso terrestre: il vento, le piante, i due fiumi, il Letè che cancella la memoria del peccato e l'Eunoè che ravviva quella del bene (XXVIII, vv. 121-132). Aggiunge che i poeti antichi, cantando l'età dell'oro, forse sognavano questo luogo.

Poi accompagna la processione, immerge Dante nel Letè (XXXI, vv. 94-102) e infine lo conduce, con Stazio, a bere l'Eunoè (XXXIII, vv. 127-135). Sembra svolgere questo compito per ogni anima che arriva in cima.

Chi sia è una delle questioni più discusse. I commentatori antichi pensavano alla contessa Matilde di Canossa (1046-1115), alleata del papato; tra i moderni si sono proposte due mistiche tedesche del Duecento, Matilde di Hackeborn e Matilde di Magdeburgo. Nessuna ipotesi convince del tutto. Conta di più il significato: Matelda rappresenta la felicità naturale dell'uomo prima del peccato, quella che si può ritrovare dopo la purificazione.