La vita di Dante
Da Firenze a Ravenna: la nascita nel 1265, Beatrice, gli studi, la politica, il priorato del 1300, la condanna e vent'anni di esilio. Con le date da ricordare e i canti in cui Dante parla di sé.
La nascita e la famiglia
Dante nasce a Firenze nel 1265. Il giorno non è documentato: lui stesso dice di essere nato quando il sole era nella costellazione dei Gemelli (Paradiso XXII, 112-117), quindi tra la metà di maggio e la metà di giugno. Il nome di battesimo era probabilmente Durante, di cui Dante è la forma abbreviata; il battesimo avvenne nel Battistero di San Giovanni, dove una volta all'anno si battezzavano insieme tutti i bambini nati nei mesi precedenti. Che sia fiorentino lo ripete più volte: ai frati di Inferno XXIII risponde di essere «nato e cresciuto» sull'Arno, «a la gran villa» (Inferno XXIII, 94-95).
La famiglia appartiene alla piccola nobiltà cittadina, di parte guelfa e di mezzi modesti; la casa è nel quartiere di San Martino del Vescovo, vicino alla Badia. Il padre, Alighiero di Bellincione, si occupa di affari e forse di prestiti. La madre, Bella, forse della famiglia degli Abati, muore quando Dante è bambino, tra il 1270 e il 1273; il padre si risposa con Lapa Cialuffi e muore entro il 1283, lasciando al figlio maggiore l'amministrazione dei beni. Dante ha un fratellastro, Francesco, e una sorella, Tana.
Gli antenati
Della storia più antica della famiglia sappiamo quasi soltanto quello che Dante fa dire al trisavolo nel cielo di Marte; lo stesso Cacciaguida avverte che sugli avi più lontani è meglio tacere (Paradiso XVI, 43-45). Un parente meno glorioso compare all'Inferno: Geri del Bello, cugino del padre, ucciso e non ancora vendicato, che minaccia Dante col dito (Inferno XXIX, 25-27).
| Generazione | Chi è | Nel poema |
|---|---|---|
| Cacciaguida (fine dell'XI secolo - 1148 circa) | Trisavolo. Fatto cavaliere dall'imperatore Corrado III, muore nella seconda crociata. Ha due fratelli, Moronto ed Eliseo; la moglie viene dalla valle del Po e dà alla famiglia il nome Alighieri | Paradiso XV, 133-148 |
| Alighiero I | Bisavolo, figlio di Cacciaguida. Dante lo colloca tra i superbi del Purgatorio | Paradiso XV, 91-96 |
| Bellincione | Nonno. Uomo d'affari, padre di più figli | Non è nominato |
| Alighiero II (morto entro il 1283) | Padre. Sposa Bella e, rimasto vedovo, Lapa Cialuffi | Non è nominato |
| Durante, detto Dante (1265-1321) | Sposa Gemma Donati. Figli: Pietro, Iacopo, Antonia; forse Giovanni | Paradiso XXII, 112-117, Paradiso XXV, 1-9 |
Beatrice
Nella «Vita nova» Dante racconta di aver visto Beatrice per la prima volta a nove anni e di averne ricevuto il saluto a diciotto. Secondo la tradizione, che risale a Boccaccio, era Bice, figlia di Folco Portinari e moglie di Simone de' Bardi; morì nel giugno 1290, a ventiquattro anni. Di lei conosciamo dunque soprattutto ciò che ne scrive Dante. Nel poema è lei a mandare Virgilio in soccorso (Inferno II, 70-72) e ad accogliere Dante in cima al Purgatorio, dove pronuncia il nome del poeta per l'unica volta in tutta l'opera (Purgatorio XXX, 55).
Gli studi e gli amici
Non sappiamo quali scuole abbia frequentato. Un maestro, non necessariamente in senso scolastico, fu Brunetto Latini, notaio, uomo politico e scrittore: Dante lo incontra tra i sodomiti e lo ricorda con gratitudine.
ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora,la cara e buona imagine paternadi voi quando nel mondo ad ora ad oram'insegnavate come l'uom s'etterna:Inferno XV, 82-85
Giovanissimo comincia a scrivere versi. Il primo testo che conosciamo è il sonetto «A ciascun'alma presa e gentil core», mandato a diciott'anni ai poeti della città: tra chi risponde c'è Guido Cavalcanti, che diventa il «primo amico»; seguono Lapo Gianni e Cino da Pistoia. Dante conosce il musico Casella (Purgatorio II), Belacqua, che gli antichi commenti dicono liutaio (Purgatorio IV), e scambia sonetti scherzosi con Forese Donati (Purgatorio XXIII). Un soggiorno a Bologna intorno al 1287 è probabile ma non provato: lo suggerisce un suo sonetto copiato in quell'anno da un notaio bolognese. Dopo la morte di Beatrice, racconta nel «Convivio», cerca conforto in Boezio e Cicerone e per circa trenta mesi studia filosofia nelle scuole dei religiosi, cioè presso i domenicani di Santa Maria Novella e i francescani di Santa Croce.
Le armi, il matrimonio, la politica
L'11 giugno 1289 Dante combatte a Campaldino, contro i ghibellini di Arezzo, tra i «feditori», i cavalieri della prima linea; in agosto assiste alla resa del castello pisano di Caprona. Di entrambe le esperienze resta traccia nel poema (Inferno XXII, 1-6, Inferno XXI, 94-96, Purgatorio V, 91-93). Sposa Gemma di Manetto Donati, di un ramo minore della famiglia di Corso e Forese, alla quale era stato promesso da bambino con un contratto del 1277; il matrimonio si celebra probabilmente intorno al 1285. I figli sicuri sono Pietro, Iacopo e Antonia; di un Giovanni parla un solo documento, discusso. Nel marzo 1294 conosce a Firenze il giovane principe angioino Carlo Martello, che morirà l'anno dopo e che nel cielo di Venere gli dice: «Assai m'amasti, e avesti ben onde» (Paradiso VIII, 55-57).
Dal luglio 1295 i nobili possono accedere alle cariche pubbliche se si iscrivono a un'Arte: Dante sceglie quella dei medici e speziali, a cui potevano aderire anche gli uomini di studio. Tra il 1295 e il 1296 siede nel Consiglio del Capitano del popolo e nel Consiglio dei Cento; nel maggio 1300 è ambasciatore a San Gimignano; dal 15 giugno al 15 agosto 1300 è uno dei sei priori, la carica più alta. A quel bimestre farà risalire «tutti li mali» della sua vita, secondo una lettera perduta citata dal biografo Leonardo Bruni. Il 19 giugno 1301, di nuovo nel Consiglio dei Cento, vota contro l'invio di soldati a papa Bonifacio VIII. Nell'autunno fa parte, secondo il cronista Dino Compagni, di un'ambasceria al papa; mentre è lontano i guelfi neri prendono Firenze e nel 1302 lo condannano prima al confino, poi a morte. Non rientrerà più in città: le ragioni sono spiegate in «Dante e Firenze».
L'esilio e la morte
Per quasi vent'anni Dante vive ospite di signori dell'Italia centro-settentrionale: gli Scaligeri a Verona, i Malaspina in Lunigiana, i conti Guidi nel Casentino, infine Guido Novello da Polenta a Ravenna. In questi anni scrive il «Convivio», il «De vulgari eloquentia», la «Monarchia» e soprattutto la «Commedia», a cui lavora all'incirca dal 1306-1307 fino agli ultimi mesi di vita. Muore a Ravenna nella notte fra il 13 e il 14 settembre 1321, a cinquantasei anni, per febbri contratte tornando da un'ambasceria a Venezia.
È sepolto a Ravenna, presso la chiesa di San Francesco. Firenze ne reclamò più volte i resti, e i frati li nascosero: furono ritrovati per caso nel 1865. Oggi sono nel tempietto costruito accanto alla chiesa nel 1780-1781 dall'architetto Camillo Morigia.
Le date
- 1265Nasce a Firenze, tra maggio e giugno (Paradiso XXII, 112-117).
- 1270-1273Muore la madre, Bella.
- 1274Primo incontro con Beatrice, secondo la «Vita nova».
- 12779 febbraio: contratto di matrimonio con Gemma Donati.
- 1283 circaMuore il padre. Saluto di Beatrice, primo sonetto e amicizia con Guido Cavalcanti.
- 1285 circaMatrimonio con Gemma.
- 128911 giugno: battaglia di Campaldino. In agosto, resa di Caprona.
- 1290In giugno muore Beatrice.
- 1291-1295Studi di filosofia presso domenicani e francescani.
- 1292-1295Compone la «Vita nova».
- 1294In marzo conosce Carlo Martello d'Angiò, di passaggio a Firenze (Paradiso VIII).
- 1295-1296Si iscrive all'Arte dei medici e speziali; siede nel Consiglio del Capitano del popolo e poi in quello dei Cento.
- 1300In maggio ambasciatore a San Gimignano. Priore dal 15 giugno al 15 agosto. È l'anno in cui è ambientato il viaggio della «Commedia».
- 130119 giugno: vota contro l'aiuto militare al papa. In autunno, ambasceria a Roma. Il 1° novembre Carlo di Valois entra in Firenze.
- 130227 gennaio: condanna a multa e confino. 10 marzo: condanna al rogo. 8 giugno: è a San Godenzo con gli altri esuli.
- 1303-1304Primo soggiorno a Verona (Paradiso XVII, 70-72).
- 1304Si separa dagli altri esuli prima della sconfitta della Lastra (20 luglio).
- 1304-1307Scrive «Convivio» e «De vulgari eloquentia», lasciati incompiuti; avvia la «Commedia».
- 13066 ottobre: in Lunigiana, procuratore dei Malaspina (Purgatorio VIII, 133-139).
- 1310-1313Arrigo VII in Italia (Paradiso XXX, 133-138); epistole politiche. Il 2 settembre 1311 Dante è escluso dall'amnistia.
- 1312-1318 circaA Verona presso Cangrande della Scala (Paradiso XVII, 76-93).
- 1314-1315Probabilmente circolano già «Inferno» e «Purgatorio».
- 1315Rifiuta l'amnistia offerta in maggio; il 15 ottobre nuova condanna a morte, estesa ai figli.
- 1318 circaSi stabilisce a Ravenna.
- 132020 gennaio: a Verona discute la «Questio de aqua et terra».
- 1321Muore a Ravenna nella notte fra il 13 e il 14 settembre.
- Dante nasce a Firenze nel 1265 sotto il segno dei Gemelli e muore a Ravenna nel settembre 1321, a cinquantasei anni.
- La linea degli antenati: Cacciaguida, Alighiero I, Bellincione, Alighiero II, Dante (Paradiso XV).
- Di Beatrice sappiamo poco: l'identificazione con Bice Portinari è tradizionale, non documentata da Dante.
- Ha combattuto a Campaldino (1289) e ne parla in Inferno XXII e Purgatorio V.
- Entra in politica nel 1295 iscrivendosi all'Arte dei medici e speziali; è priore dal 15 giugno al 15 agosto 1300.
- Le condanne sono del 1302: da allora vive in esilio, ed è in esilio che scrive la «Commedia».
- I canti più autobiografici: Inferno XV (Brunetto), Purgatorio XXX (Beatrice), Paradiso XVII (la profezia dell'esilio).