Le fonti della Commedia
Da dove viene il materiale del poema: la Bibbia, Virgilio e i classici, le visioni medievali dell'aldilà, i filosofi, la cronaca. E che cosa Dante ne ha fatto.
Che cosa vuol dire «fonte»
Un viaggio nell'aldilà era già stato raccontato molte volte, dagli antichi e dai cristiani. Conviene distinguere: alcuni libri Dante li cita lui stesso e li ha avuti di certo sotto gli occhi (la Bibbia, l'Eneide, Aristotele); altri testi somigliano al poema, ma non sappiamo se li conoscesse, e allora è più prudente parlare di una tradizione comune che di una fonte diretta.
La Bibbia
È il libro più presente. Dante ne riprende personaggi, episodi, versetti cantati dalle anime (Purgatorio II, 46) e il tono dei profeti quando accusa papi e re. La processione del Paradiso terrestre è costruita con immagini di Ezechiele e dell'Apocalisse, e il testo lo dichiara: «ma leggi Ezechiel» (Purgatorio XXIX, 100). Il modello del viaggio è san Paolo, che nella seconda lettera ai Corinzi dice di essere stato rapito fino al terzo cielo: Dante lo ricorda accanto a Enea in Inferno II, 28-32.
Virgilio e i classici
Nel sesto libro dell'Eneide Enea scende nel regno dei morti. Da lì vengono molti elementi dell'Inferno: il traghettatore Caronte, il giudice Minosse, il cane Cerbero, i fiumi infernali. Dante però li trasforma: Minosse diventa un demonio che assegna il cerchio avvolgendo la coda (Inferno V, 4-6). Il debito è riconosciuto fin dal primo canto, «Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore» (Inferno I, 85), e arriva alla citazione letterale: quando Beatrice appare, Dante saluta Virgilio con un verso dell'Eneide in latino (Purgatorio XXX, 21) e uno tradotto, «conosco i segni de l'antica fiamma» (Purgatorio XXX, 48).
Nel Limbo Dante è accolto fra i poeti antichi: Omero, Orazio, Ovidio e Lucano (Inferno IV, 88-90). Omero non poteva leggerlo, perché non sapeva il greco: la storia di Ulisse gli arriva da autori latini. Dalle Metamorfosi di Ovidio prende gran parte dei miti, dalla Farsalia di Lucano la figura di Catone, dalla Tebaide di Stazio la guerra di Tebe.
Le visioni e i viaggi nell'aldilà
Il Medioevo aveva una ricca letteratura di visioni, quasi tutta in latino. La Visione di san Paolo, un testo apocrifo diffusissimo, descriveva le pene dei dannati. La Navigazione di san Brandano racconta il viaggio per mare di un abate irlandese verso un'isola paradisiaca. La Visione di Tundalo (1149) accompagna l'anima di un cavaliere fra i tormenti, fino a Lucifero. Il Purgatorio di san Patrizio, della fine del XII secolo, narra la discesa di un cavaliere in una caverna d'Irlanda dove si scontano i peccati: lo storico Jacques Le Goff lo considera una tappa importante nell'affermarsi del Purgatorio come luogo.
In volgare, nel secondo Duecento, il milanese Bonvesin da la Riva scrive il «Libro delle tre scritture» e il francescano Giacomino da Verona due poemetti, sulla Gerusalemme celeste e sulla Babilonia infernale. Non è provato che Dante abbia letto questi testi. Il confronto mostra comunque la differenza: lì ci sono elenchi di pene e di premi e anime anonime; nella Commedia c'è un universo ordinato, abitato da persone con un nome e una storia.
Il Libro della Scala e la questione islamica
La tradizione islamica racconta un viaggio notturno di Maometto, guidato dall'arcangelo Gabriele, attraverso l'inferno e i cieli. Una versione di questo racconto, il «Libro della Scala», fu tradotta dall'arabo alla corte di Alfonso X di Castiglia e ci è giunta in latino e in francese, in versioni datate al 1264. Nel 1919 l'arabista spagnolo Miguel Asín Palacios sostenne che Dante avesse preso dalla letteratura islamica molte idee per il suo aldilà. La tesi non è stata dimostrata: manca la prova che Dante conoscesse quel testo, e diverse somiglianze si spiegano anche con le fonti cristiane e classiche.
Filosofia e teologia
Aristotele, letto in traduzione latina, è «'l maestro di color che sanno» (Inferno IV, 131): dalla sua Etica Virgilio ricava l'ordinamento dell'Inferno (Inferno XI, 80). La teologia è soprattutto quella di San Tommaso d'Aquino; ma studiosi come Bruno Nardi ed Étienne Gilson hanno mostrato che Dante non lo segue in tutto. Lo si vede nel cielo del Sole, dove accanto a Tommaso ci sono Severino Boezio, San Bonaventura e perfino Sigieri di Brabante, che di Tommaso fu avversario (Paradiso X, 136).
Storia e cronaca
Per la storia di Roma Dante si fida di Livio, «che non erra» (Inferno XXVIII, 12); per le conoscenze sul mondo usa enciclopedie come il «Tesoro» del maestro Brunetto Latini (Inferno XV, 119). Ma molti episodi famosi non vengono da libri. Della morte di Francesca da Rimini o del Conte Ugolino Dante sapeva ciò che si raccontava a voce: per noi, spesso, la fonte più antica è proprio il suo poema.
| Fonte | Che cosa ne prende Dante | Dove nel poema |
|---|---|---|
| Bibbia (profeti, Salmi, Apocalisse, san Paolo) | Il modello del rapimento al cielo, il tono profetico, immagini e canti | Inferno II, 28-32, Purgatorio II, 46, Purgatorio XXIX, Inferno XIX, 106-108 |
| Virgilio, Eneide VI | La discesa agli inferi, i custodi e i fiumi; la guida stessa | Inferno III, Inferno V, 4-6, Inferno VI, 13-15, Purgatorio XXX, 21 |
| Ovidio, Lucano, Stazio | Miti, metamorfosi, Catone, la guerra di Tebe | Inferno XXV, 94-99, Purgatorio I, Inferno XIV, Purgatorio XXI |
| Cicerone, Sogno di Scipione | Lo sguardo dall'alto sulla Terra, piccola e misera | Paradiso XXII, 133-135 |
| Aristotele | La classificazione delle colpe, la fisica del cosmo | Inferno IV, 131, Inferno XI, 79-84 |
| Boezio, Consolazione della filosofia | La Fortuna come ministra di Dio | Inferno VII, 73-96, Paradiso X, 124-129 |
| Tommaso, Bonaventura, Agostino | La dottrina teologica spiegata nei cieli | Paradiso X, Paradiso XII, 127, Paradiso XXXII, 35 |
| Pseudo-Dionigi | L'ordine dei nove cori angelici | Paradiso XXVIII, 130-132 |
| San Bernardo | La devozione a Maria e la via della contemplazione | Paradiso XXXI, Paradiso XXXIII, 1-39 |
| Lirica provenzale e stilnovo | Il proprio passato di poeta, giudicato e superato | Purgatorio XXIV, 49-57, Purgatorio XXVI |
- Le due fonti maggiori sono la Bibbia e l'Eneide: i due precedenti del viaggio, san Paolo ed Enea, sono nominati in Inferno II, 32.
- Dal libro VI dell'Eneide vengono Caronte, Minosse, Cerbero; dagli altri poeti latini (Ovidio, Lucano, Stazio) miti e personaggi. Omero è noto solo di fama.
- Visioni medievali: Visione di san Paolo, Navigazione di san Brandano, Visione di Tundalo, Purgatorio di san Patrizio; in volgare Bonvesin da la Riva e Giacomino da Verona. Non è certo che Dante le conoscesse.
- Libro della Scala: viaggio di Maometto nell'aldilà, tradotto in latino e in francese nel 1264. La tesi di Asín Palacios (1919) sulle fonti islamiche è discussa e non provata.
- Filosofia: Aristotele per l'ordinamento morale (Inferno XI), Tommaso e altri teologi nel cielo del Sole (Paradiso X), lo Pseudo-Dionigi per gli angeli (Paradiso XXVIII).
- Molti episodi (Francesca, Ugolino) vengono dalla cronaca orale del tempo, non da libri.