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Il poema

La struttura morale dell'oltretomba

Come sono ordinati peccati e virtù nei tre regni: incontinenza, violenza e frode nell'Inferno, l'amore sbagliato nel Purgatorio, i cieli del Paradiso. Con il contrappasso spiegato su esempi.

Un ordine spiegato da Dante stesso

Nell'aldilà di Dante ogni anima occupa un posto preciso, e il posto dice qual è stata la sua vita. Il criterio non va indovinato: lo espone Virgilio in due canti di sosta, Inferno XI per l'Inferno e Purgatorio XVII per il Purgatorio, mentre per il Paradiso è Beatrice a chiarire come stanno le cose in Paradiso IV.

Tutto l'ordinamento poggia su una premessa: l'uomo è libero di scegliere. La enuncia Marco Lombardo a metà del poema: se le azioni dipendessero dagli astri sarebbe distrutto il «libero arbitrio», e non sarebbe giusto avere gioia per il bene e dolore per il male (Purgatorio XVI, 67-72). Premi e pene hanno senso solo perché ciascuno risponde di ciò che ha voluto.

Inferno: incontinenza, violenza, frode

Prima dei cerchi c'è l'Antinferno, dove corrono gli ignavi, quelli «che visser sanza 'nfamia e sanza lodo» (Inferno III, 36): non scelsero mai, e non li vogliono né il cielo né l'Inferno. Poi i peccati si aggravano scendendo: più si è in basso, più si è lontani da Dio e più pesa la colpa.

Virgilio distingue tre disposizioni, richiamando l'Etica di Aristotele (Inferno XI, 79-84). L'incontinenza è l'incapacità di frenare un desiderio in sé naturale: è la meno grave e si sconta nei cerchi dal secondo al quinto, fuori dalla città di Dite. La malizia cerca invece di fare del male e ci riesce «o con forza o con frode» (Inferno XI, 22-24): la distinzione risale a Cicerone. La frode è peggiore della violenza perché usa la ragione, che è propria dell'uomo (Inferno XI, 25-27).

Due cerchi restano fuori dallo schema, perché riguardano la fede e non il comportamento, di cui parlava Aristotele. Nel Limbo stanno i non battezzati e i giusti vissuti prima di Cristo: non hanno peccato e non subiscono tormenti, ma vivono nel desiderio senza speranza (Inferno IV, 34-42). Gli eretici del sesto cerchio stanno appena dentro le mura di Dite. Virgilio non nomina né gli uni né gli altri nella sua classificazione.

ZonaColpaCanti
AntinfernoIgnaviInferno III
I cerchio (Limbo)Non battezzati, giusti paganiInferno IV
II-V cerchioIncontinenza: lussuriosi, golosi, avari e prodighi, iracondi e accidiosida Inferno V a Inferno VIII
VI cerchioEreticiInferno X
VII cerchio (tre gironi)Violenza: contro il prossimo, contro sé, contro Dio, natura e arteda Inferno XII a Inferno XVII
VIII cerchio (Malebolge, dieci bolge)Frode contro chi non si fidada Inferno XVIII a Inferno XXX
IX cerchio (Cocito, quattro zone)Frode contro chi si fida: traditorida Inferno XXXII a Inferno XXXIV

In fondo a Cocito i traditori sono distribuiti in quattro zone secondo chi hanno tradito: i parenti (Caina), la patria o la parte politica (Antenora), gli ospiti (Tolomea), i benefattori (Giudecca). Al centro Lucifero maciulla nelle tre bocche Giuda, che tradì Cristo, e Bruto e Cassio, che uccisero Cesare (Inferno XXXIV, 61-67): il male più grave è il tradimento delle due autorità che per Dante guidano l'umanità, quella spirituale e quella imperiale.

Il contrappasso

È la regola per cui la pena corrisponde alla colpa, per somiglianza o per contrasto. L'idea viene dalla legge biblica del taglione («occhio per occhio»); il termine era usato dai filosofi scolastici, fra cui Tommaso d'Aquino, per tradurre un concetto di Aristotele sulla giustizia. Nel poema la parola compare una sola volta, detta da Bertran de Born (Inferno XXVIII, 142): seminò discordia fra un padre e un figlio e ora porta in mano la propria testa staccata dal busto. Oltre al tormento fisico, tutti i dannati patiscono la pena maggiore, che è la privazione di Dio. Altri esempi:

  • I lussuriosi si lasciarono trascinare dalla passione e sono trascinati da una bufera «che mai non resta» (Inferno V, 31): somiglianza.
  • Gli ignavi non seguirono nessuna bandiera e ora ne rincorrono una senza sosta (Inferno III, 52-57): contrasto.
  • I suicidi rifiutarono il proprio corpo e sono mutati in sterpi (Inferno XIII, 37); dopo il Giudizio non lo riavranno, ma resterà appeso ai loro rami (Inferno XIII, 103-108).
  • Gli indovini vollero vedere troppo avanti e camminano con il volto girato all'indietro (Inferno XX, 37-39).

Purgatorio: l'amore da correggere

Nell'Antipurgatorio aspettano le anime che si pentirono tardi: scomunicati, pigri, morti di morte violenta, principi troppo presi dal governo. Oltre la porta (Purgatorio IX) cominciano le sette cornici, ordinate secondo un principio diverso da quello infernale. Qui non si puniscono atti, ma si corregge l'inclinazione che li ha prodotti; e la radice di ogni azione, buona o cattiva, è l'amore. L'amore scelto dall'uomo può sbagliare «per malo obietto / o per troppo o per poco di vigore» (Purgatorio XVII, 94-96).

C'è poi una differenza di fondo: l'Inferno è eterno, il Purgatorio no. Le pene durano un tempo limitato e possono essere abbreviate dalle preghiere dei vivi, come spiega Manfredi: «qui per quei di là molto s'avanza» (Purgatorio III, 145). Dopo il Giudizio universale la montagna resterà vuota.

L'ordine è inverso rispetto all'Inferno: salendo si incontra per prima la colpa più grave, la superbia, e per ultima la lussuria, che là era il primo cerchio di pena. In ogni cornice le anime meditano esempi della virtù contraria e del vizio punito, e la pena segue ancora il contrappasso: i superbi camminano curvi sotto massi (Purgatorio X, 130-139), gli invidiosi hanno le palpebre cucite (Purgatorio XIII, 70-72).

ZonaErrore dell'amoreCanti
AntipurgatorioPentimento tardivo (attesa)da Purgatorio I a Purgatorio IX
I-III corniceMalo obietto, cioè amore del male altrui: superbia, invidia, irada Purgatorio X a Purgatorio XVII
IV cornicePoco vigore nell'amare il bene: accidiaPurgatorio XVIII
V-VII corniceTroppo vigore verso i beni terreni: avarizia e prodigalità, gola, lussuriada Purgatorio XIX a Purgatorio XXVII
Paradiso terrestreInnocenza ritrovatada Purgatorio XXVIII a Purgatorio XXXIII

Paradiso: una sola sede, molti gradi

I beati stanno tutti nell'Empireo, e tutti sono pienamente felici. Dante però li incontra distribuiti nei cieli, e Beatrice spiega perché: si mostrano lì non perché quella sia la loro sede, ma per rendere visibile a un uomo il loro diverso grado di beatitudine (Paradiso IV, 37-42). Ciascuno è mosso da uno dei nove cori angelici, elencati in Paradiso XXVIII, 98-126.

CieloAnime che vi appaionoCoro angelicoCanti
LunaChi non compì i votiAngelida Paradiso II a Paradiso V
MercurioChi operò il bene per la famaArcangelida Paradiso V a Paradiso VII
VenereSpiriti amantiPrincipatiParadiso VIII, Paradiso IX
SoleSapientiPotestàda Paradiso X a Paradiso XIV
MarteCombattenti per la fedeVirtùda Paradiso XIV a Paradiso XVIII
GioveGiustiDominazionida Paradiso XVIII a Paradiso XX
SaturnoContemplantiTroniParadiso XXI, Paradiso XXII
Stelle fisseTrionfo di Cristo e di Maria; esame su fede, speranza, caritàCherubinida Paradiso XXII a Paradiso XXVII
Primo MobileI cori angeliciSerafinida Paradiso XXVII a Paradiso XXIX
EmpireoTutti i beati nella rosa; visione di Dioda Paradiso XXX a Paradiso XXXIII

Molti commenti collegano i cieli alle virtù: i primi tre a una virtù ancora segnata da un limite terreno, i quattro successivi a prudenza, fortezza, giustizia e temperanza, quello delle stelle fisse alle virtù teologali. Lo schema è utile, ma il testo non lo enuncia in modo esplicito.

Per l'interrogazione
  • Premessa di tutto: il libero arbitrio (Purgatorio XVI, 67-72). Senza libertà non ci sarebbero né merito né colpa.
  • Inferno: tre categorie da Inferno XI, incontinenza, violenza, frode; la gravità cresce scendendo. Fonti: Aristotele e Cicerone. Limbo ed eretici restano fuori dallo schema perché riguardano la fede.
  • Contrappasso: la pena corrisponde alla colpa per somiglianza o per contrasto; la parola è in Inferno XXVIII, 142 e l'idea viene dalla legge del taglione.
  • Purgatorio: da Purgatorio XVII, l'amore sbaglia per malo obietto (superbia, invidia, ira), per poco vigore (accidia), per troppo vigore (avarizia, gola, lussuria).
  • L'ordine delle cornici è inverso a quello infernale: dal vizio più grave al più lieve. Le pene del Purgatorio sono temporanee.
  • Paradiso: i beati hanno sede nell'Empireo e appaiono nei cieli solo per farsi capire da Dante (Paradiso IV).